Dall’Rsu Ataf sulla gara vinta da Ferrovie

 

AND THE WINNER IS………MORETTI!

E’  purtroppo arrivato l’ultimo giorno di ATAF: i nove Sindaci proprietari con l’avallo politico del proprio partito (che a parole, avrebbe dovuto mettere al primo posto il lavoro e la salvaguardia dei benicomuni,ma che nei fatti ha dimostrato totale disinteresse per questitemi)si sono liberati dell’azienda di trasporto pubblico fiorentina; intendiamoci,s isaranno anche tolti unpesocome dicono loro,ma non il problema del TPL,che gli rimarrà sempre e comunque,dato che, se l’utenza non avrà un buon servizio,andrà sempre a bussare alla porta degli amministratori locali; non crediamo allora che i cittadini,infuriati per il bus che non passa,la linea soppressa o il titolo di viaggio più caro,si accontenteranno della storiella delle  pensiline e delle paline nuove,tanto cara a Renzi,che lha rispolverata anche nelle dichiarazioni post-gara.

 Dunque ha vinto Moretti, ma qualcosa deve essere andato storto: per anni la politica fiorentina ha lavorato per un ingresso sul velluto dei transalpini, i quali non sono neppure riusciti ad aprire la busta dell’offerta, poichè considerata mancante di un requisito richiesto. Vedremo i ricorsi……….

 Palazzo Vecchio ha considerato fino ad ora ATAF un pozzo senza fondo, un inutile spreco di denaro pubblico; alla luce di ciò pare piuttosto incomprensibile l’accanimento col quale almeno 3 grandi aziende di trasporto si sono battute per avere in gestione il ramo d’azienda.

Inoltre, l’offerta della vincitrice è stata di 6 milioni di euro superiore alla base d’asta, questo fa pensare che ATAF sarebbe stata una azienda che se gestita bene poteva generare utili considerevoli: di fronte a questa considerazione ci sembra doveroso chiamare in causa gli amministratori che si sono susseguiti negli anni, che hanno affossato quest’azienda sotto gestioni a dir poco discutibili, con l’assenso della politica locale che mai, nei nostri territori, ha puntato con forza e decisione sul trasporto pubblico.

Alla faccia anche della clausola sociale non voluta dal buon Bonaccorsi, timoroso che, se inserita nel bando, il prezzo di ATAF sarebbe stato di pochi spiccioli; chissà perché, però, lo stesso timore non si è avuto quando si è trattato di inserire nel bando l’obbligo di affittare le infrastrutture, rimanenti in capo ai Comuni, e fonti di un pesante onere per i nuovi proprietari: “chi se ne frega” dei lavoratori, l’importante è garantire introiti ai Comuni.

 

 

Firenze 21 giugno 2012 RSUATAF

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